Fate di queste genti un carnerile,

Di lor empiendo valle e pozzi e piani.

Essi son allevati nel porcile,

E vengono a robbar in casa vostra

Dispreggiando l'Italia signorile.

Dove non è soltanto l'amore della patria, ma il ribrezzo, a così dire, dell'italiano ingentilito dal Rinascimento, per quei barbari che si eran fatti signori di casa sua e vi gozzovigliavano bestialmente.

III.

Questo ribrezzo, misto e accresciuto d'orrore, appare più manifesto a chi legga i racconti di Roma, la città nostra, la città santa, messa a ruba da' Tedeschi luterani e dagli Spagnuoli cristiani che fecero peggio di loro. Eppure le terzine della Romae lamentatio, le ottave della Presa e lamento di Roma, il Successo di Pasquino, che parlò allora sul serio, e gli altri componimenti di quella occasione, narrando, piangendo, invocando, non toccano l'animo: non mai poeta ebbe materia più pietosa di quella, e non fu mai meglio palese che la poesia delle cose non basta di per sè a far poesia d'arte, quando l'artefice non l'accolga nella mente sua, non la scaldi sì dà liquefarla in massa rovente e fumante, non la getti allora entro le forme pure dello stile e del metro, e poi non vi lavori attorno a polirla con l'opera paziente del martello e della lima. L'assalto alle mura, predetto da un predecessore di David Lazzaretti “uno di vilissima condizione del contado di Siena, d'età matura, di pelo rosso, nudo e macilento„, che a forza di profezie s'era fatto mettere in carcere; la morte del Borbone; l'irrompere de' Cesarei nel grido — Spagna Spagna, Impero Impero, ammazza, ammazza! —; il ripararsi tumultuoso del papa e de' cardinali in Castel Sant'Angelo; uno, più morto che vivo, cacciatovi dentro per una finestra, un altro tiratovi su con funi in un corbello; gl'incendii, il sacco, gli strazii per tutta la città; vivono anche oggi in qualche pagina del Cellini, del racconto di Luigi Guicciardini, in altre scritture di contemporanei, e fanno raccapricciare. La efferatezza umana, nella sede maggiore della religione di Cristo, cristiani contro cristiani, trionfò. Ma se dagli storici si passa a' poeti, per orrore che i casi abbiano in sè, è difficile non sorridere:

Fu ucciso un sacerdote, ahi gente rea!

Per non voler a un asino vestito