La bella Ninfa sorda al mio lamento
Il suon di nostra fistola non cura;
Però si lagna il mio cornuto armento
Nè vuol bagnare il ceffo in acqua pura
Nè toccar la tenera verdura,
Tanto del suo pastor gl'incresce e duole.
Udite selve mie dolci parole Poichè la bella Ninfa udir non vuole!
Ebbene, al Marino pareva di aver fatto qualche cosa di meglio dell'Orfeo del Poliziano! Ed io vi darò per tutto saggio dello stile alcuni versi nei quali descrive la fuga di Euridice. Euridice fugge davanti al pastore Aristeo, che ha cercato invano di espugnare il suo cuore con un interminabile e stucchevolissimo lamento. La bella Ninfa per tutta risposta, si mette a fuggire e incontra la morte, perchè, come sapete, trovò per istrada il serpente che la punse e la mandò al di là delle acque di Lete dove lo sposo doveva poi andare a riconquistarla. Ecco ora come il Marino descrive la fuga di Euridice:
Facean le bionde trecce
(Amorosi trofei de' bianchi ordegni)