Il vero natural di Tizïano,
Del Correggio lo stil puro e sovrano
E di un Rafel la giusta simmetria.
“Del Tibaldi il decoro, e il fondamento,
Del dotto Primaticcio l'inventare,
E un po' di gratia del Parmigianino.
“Ma senza tanti studi e tanto stento
Si ponga solo l'opre ad imitare
Che qui lasciocci il nostro Nicolino.„
Cioè Nicola dell'Abate, un altro camaleonte, che s'ispirò ai Dossi e a Giulio Romano, che andò brancicando in cerca delle forme degli altri. La ricetta era scritta; e i Carracci ne fecero uso, al dire del Bernini, come un cuoco che metta in una pentola un po' di ogni sostanza contenuta in altre pentole poste sui fornelli. Ma come la mescolanza di varii colori dà un brutto grigio, così in quell'unione delle differenti maniere artistiche; si spense la forza individuale, il carattere. Ad ogni modo, poi chè il carattere non si rilevava più nella forma, poichè la forza individuale era impotente a determinarsi, i Carracci mettendo insieme cose belle, raccogliendo le reminiscenze della grand'arte fuggita, disegnando molto e con diligenza, meglio fecero che molti loro predecessori e contemporanei, che, sotto la pompa delle composizioni, nascondevano la incertezza della forma.