Per lunghi secoli nelle Università che s'erano venute formando per prime in Italia, dove maggiore era il bisogno d'emanciparsi dai ceppi d'un'istruzione, diretta solo da ecclesiastici, non si insegna che ciò che dagli antichi ci pervenne, non si riconosce che Aristotile. Epoca ingloriosa, appena marcata di quando in quando da qualche accenno a novità, subito represso.
Ma l'aurora dell'Umanesimo spunta appena in Italia, che già le arti e la letteratura, con gigantesco progresso illuminano della luce più viva i secoli XIV, XV, XVI; nè la scienza può rimanere estranea a questo ridestarsi di ogni attività, e con Galileo getta le basi di quella filosofia positiva, che, caratterizzata dal motto della Accademia del Cimento Provando e riprovando sarà base incrollabile allo svolgersi ulteriore dell'umano pensiero. Splendida epoca, orgoglio nostro, ed in modo particolare di questa terra toscana, sorriso d'Italia.
Che vale l'opporsi dell'oscurantismo prepotente? Avrà i suoi martiri anche la scienza, e saran seme di novello progresso.
E se le persecuzioni diraderanno le file dei cultori delle scienze in Italia, sorgeranno i Newton, gli Huyghens e tant'altri, a strappar nuovi segreti alla natura, chè la scienza è universale.
Certo l'amore del natìo loco fa rimpiangere che al periodo glorioso di Galileo e dell'Accademia del Cimento, abbia fatto seguito un lungo volger di anni scarso, in confronto alle altre nazioni, di messe, benchè non privo di nobili ingegni che a quando a quando gettarono sprazzi di luce foriera di nuovi veri.
E la sua parte nel decadimento scientifico d'Italia, specialmente nella prima metà del 700, va data alle condizioni politiche della penisola.
La parte meridionale oppressa da un governo superstizioso e sleale, che si regge sull'ignoranza de' popoli, a grande stento, e scarsamente diradata dalle sapienti divinazioni del Vico, e dalle animose riforme del Tanucci.
La media Italia in balìa di una corte pontificia, dove anche la geniale od austera personalità di pontefici come i XIV Benedetto e Clemente, s'infrange contro l'assolutismo del dogma e la tirannìa degli ordini religiosi.
In Toscana fiacco il costume, fiacco lo studio, sonnolenta l'intera esistenza per colpa di un governo, tanto più biasimevole quanto più illuminato.