che sa a tempo adoperare le soavi parolette accorte, che cerca tenerlo sempre in sospeso. Ma come quelle lodi trascendono il vero, così anche i rimproveri sono certo esagerati. Ossia, Laura è sempre quale se la finge il Poeta, nei vari momenti e nelle varie condizioni dell'animo suo. Questo vedere le cose esteriori secondo le disposizioni del proprio spirito, se è in parte comune a tutti gli uomini, è nel Petrarca abituale, continuo e necessario. Egli non afferra mai la realtà obbiettiva, ma tutto, traversando il suo spirito, ne prende il colore. Ond'è che il Canzoniere, mentre prova da un lato la verità del suo amore, è dall'altro documento novello di quella agitazione e fluttuazione continua che è il carattere fondamentale di lui. Laura fu sicuramente una donna che il Petrarca amò; ma questo amore non ha una storia, rimane sempre allo stesso punto, è più cosa interiore che esteriore. Tanto è ciò vero che l'amore più appassionato nasce quando Laura è morta. Allora ella comincia a sospirare di lui, ha per lui i dolci sguardi e le parole soavi, ha pietà delle sue lacrime, diventa gelosa e pia; ella

. . . . . . al letto in ch'io languisco,

Vien tal, ch'appena a rimirar l'ardisco,

E pietosa s'asside in su la sponda.

Con quella man che tanto disiai

M'asciuga gli occhi, e col suo dir m'apporta

Dolcezza ch'uom mortal non sentì mai.

Fra il Petrarca e Laura, finch'ella visse, si frapponevano troppi altri sentimenti del Poeta, perchè egli potesse in quell'unico amore trovare riposo. In Laura viva il mistico travedeva il peccato e la dannazione; il restauratore de' classici studi, una distrazione perniciosa alla sua gloria; il patriotta, un ostacolo al suo ritorno stabile in Italia. Ma tutto questo cessa colla morte di lei, ed egli stesso lo confessa dicendo che non vorrebbe rivederla viva, perchè tornerebbe ad esser per lui un tormento:

Non vorrei rivederla in questo inferno.

Ogni dissidio ora vien meno, e tutto si muta in pace ed armonia. Quelle che prima gli parevano crudeltà, ora son diventate arti leggiadre. Egli la ringrazia ora di quello che un tempo fu il suo tormento: