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Nè dell'imprecazione a Baia è contento; ma va più in là, e con parole quasi selvagge urla che sarà felice quando vedrà distrutte le bellezze della donna amata, quando la vedrà vecchia, macilente e vizza:
S'egli avvien mai che tanto gli anni miei
Lunghi si faccian, che le chiome d'oro
Vegga d'argento, onde io m'innamoro,
E crespo farsi il viso di costei,
E crespi gli occhi bei, che tanto rei
Son per me, lasso! ed il caro tesoro
Del sen ritrarsi, e il suo canto sonoro
Divenir roco sì, com'io vorrei.