[I[ Che per autorità de questo Conseio sia chunidi in zecha ducati 200 de bagatini con la impresiom predita. I quali sieno mandadi ali predicti rectori.]I]

Il bagattino di Zara è, come quello di Sebenico, di puro rame o di ottone. Presenta nel suo diritto la mezza figura del santo profeta Simeone ravvolto in ampio manto e che tiene sul destro braccio l'Uomo- Dio bambino. Intorno ha l'epigrafe . S . SIMEON . IVSTVS . PROFETA. Al rovescio è il solito leone di S. Marco in gazzetta chiuso da cerchio di perline e attorniato dalla consueta leggenda . + . S . MARCVS . VENETI. Il peso de' pochi esemplari che ne ho esaminati varia da k. 7. 2 a k. 8. 3; il disegno e il conio ne sono trattati con molta perizia; il diametro è di m. 0,018. Di questa moneta, della quale non conosco che un tipo solo, il Museo Correr ha tre esemplari.

[T4] TRAÙ.

Verso la fine del X secolo, Traù fu delle prime castella della Dalmazia che riconobbero la sovranità della Repubblica, giurando fedeltà a Pietro Orseolo II nella famosa spedizione che questo doge capitanava per sollevare le coste dalmate dal giogo de' Narentani. Mentre le armi della Repubblica erano nel 1123 impegnate nella Siria, Traù fu presa da' Saraceni, ai quali poco dopo la ritolsero i nostri. Passata intorno al 1158 in potere dell'impero greco, la riebbe dopo brevi anni Vitale Michiel II. Nel 1313 Giovanni Soranzo la ripigliava su re Lodovico d'Ungheria fattosene a forza padrone e la ridava a libertà; ma i traguriensi preferivano all'autonomo reggimento il dominio della Repubblica a cui facevano dedizione spontanea nel 1322 per, ricadere nel 1356 nelle mani degli Ungheri, a' quali fu definitivamente ritolta da' nostri nel 1420. La governava un patrizio col titolo di [I[conte]I], che vi si mutava ad ogni 32 mesi.

Ducava Agostino Barbarigo allorché la comunità di Traù supplicò nel 1492 a' Veneziani le concedessero una moneta simile a quella che aveano concessa a Sebenico; sulla quale fosse improntata, oltre il simbolo della Repubblica, la imagine del loro patrono. La Signoria accoglieva con favore la giusta domanda di quella fedele città, e il Consiglio de' Dieci stanziava la legge che segue:

[I[ Adi 19 marzo 1492.]I]

[I[ L'è suplicado per la nostra comunità fidelle de Traù
ch'el sia chunido in la Zecha nostra ducati 50 de
bagatini a simillitudene et quallità de bagatiny i
qualli fono consesy ala comunità de Sibinicho. E
conziosiache in questa onesta domanda ly sia compiaxudo:]I]

[I[ L'anderà parte che per autorità de questo Conceo el sia
coniado ducati 50 de bagattini de la sorte e qualità di
quelli i qually fono dadi ala comunità de Sibinicho
con la impression de san Marcho in soldo da uno lady
e santo Lorenzo da l'altro.]I]

II bagattino di Traù offre nel campo del diritto il santo diacono in piedi e di prospetto, in lunga veste talare, e che nella destra tiene la graticola simbolo del suo martirio, nella sinistra un oggetto che lo stato degli esemplari ch'ebbi sott'occhi non mi permise di ravvisare, ma che sembra sia un edificio a rappresentazione della città o della chiesa che a Traù gli fu eretta. Lo attornia la epigrafe . S . LAVRENTIVS TRAGVR: e a' suoi lati iniziali N. M. ricordano Nicolò Michiel conte a Traù nel 1516, perché solo in quell'anno ebbe esecuzione la parte dei Dieci decretante lo stampo di questa moneta.

Il rovescio è il solito leone di S. Marco in gazzetta intorno a cui un cerchio di perline ed oltr'esso la consueta leggenda + SANCTVS. MARCVS. VENETI. Il peso de' 7 esemplari che ne osservai, 6 nel Museo Correr, 1 alla Marciana, varia da k. 7. 3 a k. 9. 2. Il diametro è l'ordinario di m. 0,018.