Ultima nell'ordine cronologico e nel geografico delle monete delle singole terre dalmate viene quella di Lesina, che però tutte le supera in rarità. Non ne trovo menzione in alcuna opera numismatica, e lo stesso diligentissimo Zon non la conobbe, benché l'avesse veduta e ne sbagliasse la lettura dell'epigrafe, che gli fece ritenere foss'essa di Alessio d'Albania. Gli abitanti di Lesina, grand'isola che nel 1424 passava per cessione dalle mani del suo signore Aliota Capenna a quelle della Repubblica che vi mandava a reggerla un [I[conte]I], imploravano nel 1493 la grazia conceduta alle altre comuni della Dalmazia, che fosse coniata nella veneta zecca una moneta pe' bisogni del traffico minuto, segnata dell'imagine di santo Stefano loro patrono. Ebbi la ventura di rinvenire il decreto che ordina anche lo stampo di questa moneta, e qui lo riporto:
[I[ 1493. 25 sett. in C. X. cum Add.]I]
[I[ Quod auctoritate hujus Consilii concedatur fideli comunitati nostrae Lesinae sic humiliter supplicanti, quod in Cecha nostra cudantar ducati 70 in 100 bagatinorum de puro ramine ad valorem duodecim pro marcheto, sicuti sunt illi de Jadra et Spaleto; cum signatura ab uno latere santi Marci in soldo et ab alio santi Stephani. Et haec pro comodo pauperum personarum illius terrae et insulae. Et hoc fiet postquam ipsa Comunitas dederit amontare dictorum bagatinorum.]I]
Il bagattino di Lesina è anch'esso d'ottone, del solito diametro, e del peso di k. 7. 2. Dal lato diritto ha l'effigie del santo in abito di vescovo, che nella destra tiene una croce, un libro nella sinistra, ed è attorniato dall'epigrafe . S . STEPHANVS. PONT. LESINENSIS, notandosi per esattezza che le S di questa leggenda sono tutte a rovescio. L'altro lato offre il consueto simbolo dell'Evangelista cinto da un cerchio di perline oltre cui la scritta: +. SANCTVS. MARCVS. VENETI.
I quattro esemplari che ne ho veduti, de' quali 2 nel Museo Correr, 1 alla Marciana, 1 a Padova ora passato a Trieste, mi porsero un solo tipo, avente sempre a' due fianchi del santo vescovo le iniziali V e O. Queste sigle ci provano che solo nel 1549 si diede esecuzione al surriferito decreto 1493, perché in quell'anno sedeva conte e provveditore a Lesina Vincenzo Orio.
[T3] CITTÀ D'ALBANIA.
[T4] CATTARO.
Nella parte più internata del [I[Seno Rizonico]I], le cui sponde aprendosi fra la Punta d'Ostro e la penisola di Lustiza danno angusto passaggio alle acque dell'Adriatico, signoreggia un ridente e popoloso territorio, chiuso d'ogni lato dalle rupi del Montenegro e dal mare, la bella città di Cattaro eretta sulle ruine dell'antica Ascrivio. Passata nello smembramento del greco impero in potere de' re di Servia e di Rascia, ebbe da loro larghissimi privilegii, e fiorì per opulente commercio fino all'anno 1366 quando le armi di Lodovico d'Ungheria la tolsero a re Tuartco. Undici anni erano appena trascorsi quando i Veneziani, combattenti Lodovico alleato de' Genovesi, le misero nuovamente l'assedio e la posero a ferro e a fuoco. Ritornata poi in mano a Tuartco, era più tardi ripresa da Ladislao pretendente al trono ungherese, che la cedeva poscia a re Sigismondo. Emancipatasi da questo monarca, dopo breve governo autonomo, si dedicava Cattaro spontaneamente alla Signoria di Venezia nel 1420.
Suddita ancora a' re di Rascia, ma nullameno reggentesi con proprio
statuto, ebbe nel secolo XIV diritto di zecca che esercitò improntando
monete coll'imagine del suo patrono S. Trifone e con quelle di Stefano
Dusciano re ed imperatore di Rascia e di Bossina e del costui figlio
Urosio; monete il cui tipo fu pubblicato prima dal Nani nell'operetta
[I[de duobua Imperatorum Rassiae nummis]I], e poi da quel Flaminio
Corner senatore, così benemerito della storia ecclesiastica di
Venezia, nel suo bel libro [I[Catharus Dalmatiae civitas]I], 1759.
Gli statuti di Cattaro scritti in quel secolo, e posteriormente mantenuti in vigore da' Veneziani, de' quali non ho potuto vedere la rara edizione del 1616 ma sì un codice antico nella Marciana (Cl. V. n. 32), toccano della zecca di quella città, leggendovisi il seguente capitolo: