Sono piccoli nummi di lega al titolo suindicato, varianti nel peso da k. 2. 3 a k. 3. 2, del diametro di circa m. 0,015. Nel campo del diritto offrono una piccola croce chiusa da un cerchietto oltre cui sta il nome del doge. Nel rovescio il leone alato accosciato sulle zampe posteriori, e più tardi il S. Marco in soldo parimente chiuso da un cerchietto, ed oltr'esso la leggenda + VEXILIFER VENETIAR. Vedremo tuttavolta questo tipo variare nel secolo XV dopo la ducea di Tommaso Mocenigo. Seguiamo ora la serie cronologica de' dogi de' quali si conoscono i tornesi, o de' quali si hanno fondamenti per sospettarne la esistenza.

[I[Andrea Dandolo]I]. Un solo esemplare del tornesello di questo doge rinvenne il Culmino fra' trovati in Morea. Non posso peraltro accordami con quest'erudito nell'assegnare ch'ei fa ad epoca più antica il tornese che ha dalle due parti ripetuto il rovescio, nella qual moneta non saprei ravvisare che un inconcludente capriccio dello zecchiere.

[I[Marino Falier]I]. Del Falier non si conosce il tornese, né abbiamo alcuna memoria di zecca per crederlo veramente coniato.

[I[Giovanni Gradenigo]I]. Due tornesi ne trovò il Cumano; come di

[I[Giovanni Dolfin]I], uno solo.

[I[Lorenzo Celsi]I], gliene offrì 6 esemplari.

[I[Marco Corner]I]. Prima dello scavo 1849, che diede 10 tornesi di questo doge, si credeva egli il primo che avesse battuto questa moneta, e ciò sulla fede del Carli (vol. I p. 414) che la descrisse com'esistente a' suoi giorni presso Gaspare Negri vescovo di Parenzo. Lo Zon riportandola, sull'autorità stessa (p. 34), osserva a tutta ragione questo fatto, che il tipo de' tornesi anticipò la riforma della rappresentazione del S. Marco eseguita poi nel soldo o marchetto di Andrea Contarini, quando si tralasciò il disegno, introdotto trentasei anni innanzi, del leone in piedi, senz'ali, col nimbo intorno al capo e collo stendardo, per sostituirvi quello che portò il nome di [I[S. Marco in soldo]I], dalla prima moneta [I[della metropoli]I] su cui fu improntato.

[I[Andrea Contarini]I]. Sotto il costui ducato trovo nel Capitolare delle [I[Broche]I] le più antiche prove che i tornesi si battevano nella zecca veneta. Una terminazione del M. C. concede il 24 agosto 1376 il permesso di recarsi ad Alessandria ad un Filippo Bon [I[scriba ad tornesellos]I]. Il 23 maggio 1377 si accresce il salario agli [I[ourerij dei torneselli]I]; il 27 agosto successivo si permette d'assentarsi ad un Dionisio Maser [I[scriuan ai torneselli]I], e il 16 settembre 1381 si diminuisce lo stipendio del pesatore [I[ad tornesellos]I]. Men rara delle precedenti è questa moneta del Contarini, ch'esisteva già nelle collezioni Gradenigo, Correr ed alla Marciana, e di cui il Cumano rinvenne circa 100 esemplari con qualche varietà.

[I[Michele Morosini]I]. Se ne trovarono nello scavo 1849 due esemplari.

[I[Antonio Venier]I]. Il tornesello di questo doge era anche per lo passato non difficile a rinvenirsi. Due esemplari n'erano nella raccolta Gradenigo, altro ne citava il Carli (vol. I p. 415) dandone il disegno nella Tav. IX n. 8, due ne ha la Marciana, 4 il Museo Correr. Il Cumano ne trovò intorno a quattro centinaja. Il Capitolare delle [I[Broche]I] riporta una terminazione presa il 13 gennajo 1384 ([I[more veneto]I], cioè 1385) in Pregadi che decreta [I[emi argentum et rame et alia necessaria, et fieri torneselos. Factis quoque et habitis per provisores dictis torneselis, debeant subito, sicut habebunt ipsos, ordinate dare et consignare dictos torneselos camerariis nostri comunis, qui camerarii teneantur et debeant recipere et conservare dictos torneselos ac scribere per ordinem et distincte receptionem ipsorum sicut faciunt alios introitus nostri comunis, de quibus quidem tornesellis dominium nostrum disponere debeat prout pro nostro comuni melius et utilius apparebit]I].