Il pezzo in discorso è simile a quello da 30 tornesi, secondo tipo, di Antonio Priuli, mutata semplicemente la iscrizione nel centro del diritto in *** = [Gr[TORNESIA]Gr] = [Gr[TRIANTA]Gr] = [Gr[DUO]Gr] = *.
[T5] Da 60 tornesi.
La somiglianza di tipo fra i nummi di cui ci occupiamo ed uno, stupendamente raro e, per quanto io mi sappia, sconosciuto a' numografi, ch'esiste nel Museo Correr, mi consiglia a dargli luogo nella serie presente. La lega è pari a quella de' precedenti pezzi, il diametro di m. 0,028, e il peso di k. 23. 3 che nel nummo appena coniato doveva essere ben maggiore. Il diritto offre verso il contorno la epigrafe * ANTONIVS . PRIOL . DEI . GRA . D, e nel mezzo fra un ornamento leggiadremente arabescato e diviso dalla leggenda del contorno mediante un cerchio di perline * = * VE * = NET . = sotto cui una linea formante l'esergo, nel campo del quale è la cifra . 4 . che indica i soldi corrispondenti a 60 tornesi. Similmente chiuso da cerchio di perline e da pari arabesco è il S. Marco in gazzetta del rovescio, verso il cui contorno gira la epigrafe * SANCTVS. MARCVS. VENET.
Molto è diverso il pezzo di pari valore del doge Giovanni Corner I.° Simile al suddescritto nel diametro, ha ne' suoi migliori esemplari il giusto peso di k. 32. Il diritto offre nei centro, sotto una rosa fra due stelline, la epigrafe [Gr[TORNES]Gr] . (ovvero [Gr[TORNESIA]Gr]) = [Gr[EXENTA]Gr], e sott'essa altra rosa; e all'ingiro oltre un cerchio di perline * [Gr[IOAN]Gr] (o IOAN) [Gr[KORNELIOS O DOUX]Gr]. Il rovescio è in proporzioni maggiori simile al pezzo da 30 tornesi, ma nell'esergo porta la cifra * IIII * esprimente la somma de' soldi veneziani che formano 60 tornesi. È pezzo di nessuna rarità.
[T5] Da 15 tornesi.
Né raro è il pezzo da tornesi 15 che s'incontra soltanto col nome del primo Giovanni Corner. Il peso di un esemplare a fior di conio e coperto di bella tinta argentina che n'esiste alla Marciana è esattamente di k. 8. Il tipo n'è simile al pezzo da tornesi 30 di questo doge, ad eccezione della leggenda nel centro del diritto così immutata = * (ovvero ***) = [Gr[TORNES]Gr] = [Gr[DEKAP]Gr] (o [Gr[DEKAPE]Gr]). L'esergo del rovescio di alcuni esemplari è * I *, reca cioè la cifra indicante un soldo di lira veneta a cui corrispondono 15 tornesi.
[T5] Piastra.
Di esimia rarità e di molta bellezza è la moneta di cui imprendo a trattare, la [I[piastra]I]. Essa manca a tutte le nostre raccolte, fuorché a quella della Marciana a cui provenne dal medagliere del Pasqualigo. Reca il nome di Francesco Contarini, che tenne la dignità ducale dal settembre 1623 al dicembre 1624; è di argento a peggio k. 60 per marca, corrispondente al titolo 0,947917, del peso di k. 130 e del diametro di m. 0,040. Ecco pertanto la descrizione che ne stesi su quell'esemplare, del quale diede un disegno esattissimo col metodo Collas lo Zon alla tav. IV. n. 5.
Il diritto offre uno scudo ornato di cartocci nel suo contorno, sormontato dal corno ducale e recante in quattro linee la iscrizione PIAS = TRA = VENE = TA; un cerchio di perline gira intorno allo scudo, ed oltr'esso la leggenda FRANCISCVS . CONTAR : DVX. Nel rovescio è il San Marco in soldo, di leggiadro disegno, fra un ricco ornamento circolare di gigli doppii e di rosoni.
Quanto al valore della piastra, risulterà facilmente dal confronto d'essa con altra moneta che la uguagliava nel titolo, eccedendola nel peso di k. 4. 1/2, il [I[ducatone]I]. Quest'ultimo correva a' giorni del Contarini a lire 7 e soldi 5, quindi la piastra dovea correre a lire 7. Computandosi allora lo zecchino lire 14, la piastra equivaleva a mezzo zecchino.