[I[Francesco Loredan]I]. È indubitato che nel 1755 si diede mano, in via soltanto d'esperimento, allo stampo dei talleri; ma nessuno ne abbiamo che porti quell'anno, perché la fabbrica ne incominciò veramente nel successivo 1756. Era in quell'epoca lo zecchino montato al valore di lire di Dalmazia 48, e si manteneva dal settembre 1716 a venete lire 22. Pensarono quindi i Veneziani util cosa sarebbe lo stampo di uno spezzato dello zecchino che fosse in un medesimo esattamente multiplo della lira dalmata di conto e della veneta; quindi si volle il tallero del valore di mezzo zecchino, equivalente cioè a venete lire 11 o dalmate 24.
Il tallero pesa k. 138 d'argento a peggio 190 per marca, o in altri termini è al titolo 0,835. La metà d'esso, a titolo uguale, pesa proporzionalmente k. 69.
Questa moneta ha nell'intero un diametro di m. 0,040, e reca nel suo diritto un busto di donna coperta d'ermellino le spalle, del berretto de' dogi il capo, e rivolta di profilo alla destra del riguardante; all'intorno le gira la epigrafe RESPUBLICA VENETA. Nel rovescio, entro uno scudo, ricco di cartocci nel suo ornamento esteriore, sorge il leone alato e nimbato, rampante verso la sinistra e che tiene nelle zampe anteriori aperto il libro de' Vangeli; gli gira intorno la leggenda FRANC : LAUREDANO DUCE 1756 (in altri esemplari 1761). Il contorno del pezzo è formato di linee parallele inclinate. Due tipi diversi conosco del diritto di questa moneta, oltre la varietà più facile a rimarcare degli anni: l'uno ha il profilo della imagine della Repubblica molto vezzoso, l'altro non è sì vago perché la disposizione delle labbra ad un manierato sorriso le dà un'aria alcun po' satirina. Questo secondo è il tipo che più ordinariamente si vede nelle raccolte.
Ma di bellezza singolare è il busto della Repubblica improntato sul mezzo tallero, il cui diametro è m. 0,033, e il cui tipo è uguale a quello dell'intero, sminuito necessariamente nelle proporzioni. Non conosco di questo spezzato del Loredan altr'epoca che quella 1756.
Le memorie di zecca ci conservarono la cifra de' talleri battuti sotto il Loredan, cioè
dall'anno 1756 all'11 aprile 1750 talleri n. 137,973. 1/2.
dal 9 novembre 1761 in appresso, talleri n. 24,255. 1/2.
[I[Marco Foscarini]I]. Il 14 luglio 1762 imprese il Foscarini per la terza volta lo stampo de' talleri improntandoli del proprio nome. Introdottasi col torchio l'arte de' punzoni, non hanno queste monete altra varietà da quelle del Loredan che nel nome del principe. Sì il tallero che la sua metà recano quindi al rovescio la leggenda MARCO FOSCARENO DUCE, 1762. Sappiamo dalle memorie di zecca essersene da questo doge stampati per la somma di talleri 11,682. 1/2.
[I[Alvise Mocenigo IV.°]I] Le stesse osservazioni cadono sul tallero da questo doge improntato dietro il tipo de' precedenti, e della sua metà. La iscrizione che portano al loro rovescio questi due pezzi è la seguente ALOYSII ([I[sic]I]) MOCENICO DUCE 1766, e nel mezzo tallero 1764.