Le istorie nostre ci ricordano in quest'anno portato il flagello della guerra sulle acque de' Dardanelli. Ecco perché vediamo cessare a Candia le monete ossidionali e farsi luogo a quelle di giusto peso e cuse nella veneta zecca. È fuor di dubbio che i Veneziani rifuggirono mai sempre dai pezzi a' quali l'impronto dava un valore puramente nominale, e quindi se talvolta ne emisero dovettero essere indotti a farlo dalla più dura necessità, come accadde ne' due assedii del 1648 e del 1650.
Allorché ho parlato delle gazzette e de' soldi coniati per la Dalmazia e per l'Albania, ho fatto vedere come si prescrivesse intorno al 1700 che il loro peso fosse rispettivamente di k. 38 e k. 19. Ciò non ostante dalle succitate memorie di zecca rileviamo che si volle fossero le gazzette per Candia di k. 34, i soldi di k. 17. La materia n'è puro rame; il diametro delle prime di m. 0,027, de' secondi di m. 0,022. Veniamo alla lor descrizione.
Offre la gazzetta nell'averso il nome CANDIA in una linea orizzontale, e sopra e sott'esso un rosone fra due stelline. Nell'esergo di questo lato ha, ne' quattro diversi tipi che ne ho veduti, le sigle . N. C., F. R., M. A. S. e P. M., le quali, con esempio molto raro nel rame, sono le iniziali del massaro sotto cui furono stampati i varii pezzi. Due sole varietà sono però in grado d'interpretare; vale a dire le sigle N. C. che ricordano Nicolò Contarini massaro all'argento nel 1658 l'anno medesimo in cui si decretò la moneta, e quelle M. A. S. che ricordano Marco Aurelio Soranzo il quale coprì quella carica nel 1659. Il rovescio del pezzo in discorso porge il S. Marco in gazzetta ma alcun poco variato dalla ordinaria rappresentazione, recand'esso nella sinistra il libro de' Vangeli, nella dritta la spada alzata; rappresentazione che rimarcammo ricorrere in altre monete cuse per Candia sotto il doge Molin; e veramente miglior attributo non gli si poteva applicare in que' tempi bellicosi. Gira intorno al simbolo del patrono della Repubblica la epigrafe consueta . SANCT . MARC . VEN . (o VENE .), e nell'esergo di questa faccia il numero II fra due rosoni.
Simile alla gazzetta ma in proporzioni relativamente minori di peso e di diametro è il soldo, del quale varia di necessità l'esergo del rovescio che offre il numero * I *, e del quale non mi venne fatto vedere che un tipo portante nell'altro lato le sigle P e M.
Le ultime monete son queste che i Veneziani improntarono per quella diletta colonia. Undici anni dopo, nel 1669, esauriti da' nostri tutt'i mezzi ch'erano in loro potere per impedire i progressi delle vittorie de' Turchi, e prolungare una resistenza ormai divenuta inutile ed impossibile, abbandonati dall'Europa incivilita, ammirati da' contemporanei e più da' posteri, segnarono quella capitolazione per cui Francesco Morosini poté insuperbire quasi d'una segnalata vittoria. Da quel giorno Candia decadde, Candia, memore dell'affetto di Venezia, Candia mal tollerante il giogo de' barbari. E da quel giorno sottentravano gli aspri e i parà alle gazzette e ai tornesi, il governo dei padiscià a quello dei dogi, la luna falcata al leone di S. Marco.
Non è però che dopo la caduta di Candia queste ultime monete che ho descritte cessassero dall'aver corso. Anche vent'anni dopo la perdita di quell'isola ne girava gran numero ne' possedimenti di Levante che restarono alla Repubblica. Di ciò abbiamo prove indubitatissime in una serie di sigle che sulle gazzette, e più raramente sui soldi, si andavano contromarcando, delle quali offro un prospetto ove ho raccolte le da me conosciute, quasi tutte esistenti nel Museo Correr. Le loro varietà si riducono alle seguenti: 1.° VICE.° VEND.N, 2.° POLO NANI ovvero PN, 3.° S, 4.° GB, 5.° M, 6.° ZD ed anche ZD4, 7.° CCO, 8.° RB, 9.° TINO. Le agevolmente interpretabili sono, a vero dire, soltanto le prime due; l'una ricorda Vincenzo Vendramin che nel 1688 scortò la cassa militare in Morea dove i Veneziani stringevano Negroponte d'inutile assedio, l'altra Paolo o Polo Nani che nell'anno stesso era colà tesoriere delle truppe della Repubblica. L'ultima, ch'io mai non vidi, vorrebbe il Gradenigo, nel cui museo si conservava, fosse contrassegnata per aver corso nell'isola di Tino (Zanetti, II, p. 207, n. 280). Quanto alle altre, le lascio alla interpretazione di numismatici di me più pazienti o più fortunati.
Prospetto delle varietà d'incusione nelle Gazzette di Candia. [SC[SIGLE DEL MASSARO.]SC] [SC[INCUSIONE NEL DIRITTO.]SC] [SC[INCUSIONE NEL ROVESCIO.]SC] 1. . N . C . S in cerchio di perline G B in cerchio di perline 2. . N . C . VICE.° = VEND..N = * e ZD CCO 3. . M . A . S . nulla RB 4. . M . A . S . VICE.° = VEND..N = * e PN POLO = NANI sotto 2 perline 5. . M . A . S . P N POLO = NANI fra 6 perline 6. . M . A . S . Z D CCO 7. . M . A . S . S fra perline GB fra perline 8. . M . A . S . nulla POLO = NANI fra 7 perline 9. . P . M . S fra perline GB fra perline 10. . P . M . POLO = NANI fra 6 perline nulla 11. . F . R . G B in cerchio di perline S fra perline 12. . F . R . VICE.° = VEND.N POLO = NANI fra 7 perline 13. . F . R . S dentro una corona (?) B dentro una corona (?) 14. . F . R . M in cerchio di perline nulla 15. . F . R . P N POLO = NANI 16. . F . R . VI = VE e Z D 4 CCO 17. . . . . . . VICE.° = VEND..N POLO = NANI e PN 18. . . . . . . VICE.° = VEND..N e TINO nulla
Del soldo due sole varietà incuse sono a mia notizia, l'una nel Museo Correr coll'esergo P. M. avente contromarcata nel diritto una S fra perline, nel rovescio G B; l'altra descritta dal Gradenigo (Zanetti, II, p. 207 n. 281) recante nel diritto incuse le iniziali DM entro una corona.
[T1] IV. CIPRO.
Quando nel 1473 morì Jacopo Lusignano re di Cipro, Catterina Corner veneziana a lui disposata nel 1468 assunse le redini del governo dell'isola in nome del figlio che, postumo al marito, le nacque. Pochi mesi visse il fanciullo e, lui morto, la Corner rimase sola a signoreggiare il reame. Vorrebbe il Pasqualigo che di questa donna si avessero monete, battute vivente il figliuolo; ma la sola ch'ei ne ricordi nelle sue schede non è che un mal conservato pezzo di rame dell'imperatore Michele Duca. Escludiamo perciò dalla nostra serie quel pezzo, che veramente non le apparterebbe s'anche fosse genuino, perché battuto anzi la cessione fatta dalla Corner dell'isola di Cipro a' Veneziani, avvenuta nel 1489.