Il giovane frate lo prese tra le mani e l'osservò.

—È singolare! esclamò tosto.

—Che cosa?

—Questo ritratto…..

—Ebbene!

—Mi rammenta in modo straordinario una giovane signora, che vidi diverse volte a Pesaro.

—Che dite?

—Il vero; sono le stesse fattezze, e soprattutto l'impronta della fisonomia, il taglio degli occhi, il loro colore, lo sguardo… tuttociò non potrebbe essere più eguale.

Il cavaliere era agitato… Sua madre rassomigliava al vecchio duca dell'Isola, a donna Rosalia, che anche per questo gli era sempre stata cara; ma più che a tutti rassomigliava, per quanto ne aveva udito dire, al parente diseredato, di cui in casa non si serbava alcun ritratto. E vi era a Pesaro una giovane donna, che tanto veniva richiamata dall'effigie della contessa?… Come mai?

Pure alle volte si danno di questi casi; ma nelle circostanze, in cui si trovava il conte di San Giorgio, ei non poteva riguardare quella somiglianza come un semplice capriccio della natura.