Ella salutò con grazia il forastiero, dicendo:

—Gli amici di mio zio sono i benvenuti in mia casa, e la onorano.

Poi, udendo dei passi nella sala attigua:

—Mio marito, disse.

E ripetè il nome del conte ad un gentiluomo che entrava allora, e che accolse perfettamente il nuovo venuto.

—Spero, conte, gli disse, che durante il vostro soggiorno ad Ancona accetterete l'ospitalità da noi.

Donna Elvira appoggiò con gentile insistenza questa offerta: pareva che quei due sposi avessero comuni i pensieri ed i desiderj. E ciò era infatti; essi erano nel numero di coloro, che Dio vuole felici; niuna nube era mai sorta sulla loro esistenza; mai tempestose passioni non l'avevano intorbidata; nulla minacciava il loro avvenire, il quale non prometteva ad essi che delle gioje.

—Accettate, caro conte, disse a sua volta il barone, vedete con quanta cordialità vi preghiamo.

Egli era contentissimo; che i suoi nipoti non avrebbero potuto accogliere meglio il conte.

Questi non potè rifintare sì reiterati inviti, ed accetto; tanto un giorno si sarebbe fermato ugualmente ad Ancona.