In quella casa poteva trovare qualche distrazione, non lo sperava, ma comprendeva averne bisogno; perchè nulla stanca tanto la fantasia, nulla la affatica di più che pensieri costanti, e sopratutto idee fisse.
Poi da tanto tempo si trovava lungi dalla sfera, in cui era nato!…
Ritornarvi per un momento non gli dispiacque.
Prese dunque di buona grazia il suo partito; promise ritornare pel pranzo; e dopo qualche tempo si recò al suo alloggio per dare gli ordini al servo.
Il barone volle accompagnarlo, ed escirono insieme.
Poco dopo, e per l'ora convenuta, ritornarono alla dimora di don
Ottavio, il nipote del barone.
Vi trovarono alcune dame e diversi cavalieri, che erano pure invitati pel pranzo: e quel giorno per combinazione si festeggiava da don Ottavio il ritorno di un suo fratello, che veniva di Francia, ove aveva passato due anni.
Quasi subito fu servito il pranzo con una profusione ed una splendidezza veramente grandiosa.
Il conte di San Giorgio aveva sulle prime provato un po' di contrarietà nel trovarsi in una compagnia più numerosa di quanto aveva creduto; ma poi, pensando che nessuno lo conosceva, si rasserenò, e divenne ciò che era in natura, il cavaliere di Malta, più aristocratico che religioso, benchè senza alterigia.
Gli pareva quel giorno, nel vedersi in una sala addobbata con gusto, in mezzo a persone del suo ceto: col lusso di numerosi domestici riccamente vestiti; a quella tavola, ove i cibi più ricercati venivano serviti in preziose supellettili, di trovarsi in Sicilia, al palazzo dell'Isola: ma quella illusione non poteva durare a lungo, svaniva quando egli alzava gli occhi sulle dame.
Nessuna di loro richiamava la duchessa! Dopo qualche tempo di cerimoniosa freddezza, I discorsi si animarono, si parlò di guerra; era un argomento inevitabile, dove si trovava il barone. Ei non mancava toccarlo, se gli altri nol facevano prima di lui.