Fu con una grande speranza, e bisogna anche dirlo, con una certa sicurezza, che dopo essersi riposato qualche istante si diresse verso la chiesa di San Domenico, nelle cui vicinanze, glielo aveva detto il religioso, aveva abitato ed abitava probabilmente ancora quella giovane donna, ch'ei non conosceva, e che pur nondimeno con tanto ardore desiderava rinvenire.

L'agitazione, che provava in quel breve tragitto. era tale che sorprendeva lui stesso.

Gli sembrava che una forza superiore lo guidasse, lo spingesse.

Presto si trovò dinanzi a San Domenico; rimase un istante perplesso, poi principiò le sue indagini.

—Abita qui, domandò egli ad una donna, che vide ferma sulla porta di una casa poco lontano, abita qui una giovane signora, bruna, vedova, con due bambini?…

—Illustrissimo no, rispose l'interrogata.

Il cavaliere di Malta non ne fu sconcertato; certo era quasi impossibile trovare colei che cercava nella prima casa, in cui ne aveva chiesto.

Si volse ad una specie di mercante girovago, che vide presso alla chiesa, e gli ripetè la domanda già fatta invano.

—Io son forastiero, eccellenza, rispose quell'uomo: non posso soddisfarla; chiamerò qui il sagrestano. che è mio amico e pesarese; si farà premura di rispondere ad un cavaliere, e forse potrà servirla.

—Sì, chiamatelo, rispose il conte di San Giorgio, mi farete piacere.