E siccome colui aveva più del povero che del mercante, gli mise fra le mani una moneta d'argento.

—Come mai non ho pensato io stesso? disse tra sè…

Ed intanto l'altro correva a cercar del sagrestane. Presto ritornò; conduceva seco il suo amico, ed entrambi s'affrettavano.

—Sapreste dirmi, domandò il conte al nuovo venuto, dove dimora una giovane signora, bruna e vedova, che l'anno scorso di quaresima, abitava qui vicino, e che spesso si recava in San Domenico, e vi si fermava a lungo?

Questa volta attendeva in preda ad una ansietà vivissima.

Il sagrestano, vecchietto che si dava qualche importanza, si fece pensieroso, chè certo richiamava le sue memorie.

—Una giovane signora…. vedova…. bruna…. madre ad un fanciulline…. che spesso si recava in questa chiesa…. disse lentamente.

—Sì, sì.

Il conte di San Giorgio s'impazientava.

—Rispondete presto, sussurrò al sagrestano il suo amico, dandogli una spinta.