Mi sembra impossibile, pensò il conte, che se veramente era mia cugina avesse a vivere in tal modo. La sua famiglia non dovrebbe essersi tutta spenta. Poi ad un tratto.
—Ed il suo nome?
—Io la udii chiamar soltanto la signora Gabriella.
Gabriella! pensò il conte… Ma era questo il nome della seconda moglie del duca suo avo!… della madre del cavaliere Dell'Isola… Ah sì! doveva esser sua cugina… E per accertarsene, spinto da un impulso involontario, irresistibile, senza darsi pensiero che quanto stava per fare era forse sconveniente per lui, e poteva cagionar sospetti, trasse rapidamente dalla valigia di pelle, che portava sotto al mantello, il ritratto della contessa sua madre, e lo mise sotto gli occhi della vecchia e del sagrestano.
Essi fecero un movimento di sorpresa.
—È il suo ritratto! sclamarono insieme. Dunque il giovane padre Leone non aveva esagerato!…
Ah perchè non la ritrovai? pensò il conte.
La sorte si prendeva davvero giuoco di lui. Come potrebbe riescire se essa non lo favoriva?
Dopo un istante di immobilità dolorosa rimise l'effigie della contessa nella valigia.
Le due persone, alle quali egli l'aveva mostrata, fissavano in lui degli sguardi pieni di curiosità. Certo, pensavano entrambi, questo cavaliere deve conoscere assai la signora Gabriella. Forse è suo fratello!.. forse qualche suo amante!…