Quanto s'ingannavano in quest'ultima congettura sopratutto!… Eppure… chi non avrebbe pensato come loro, vedendo la premura, l'agitazione del conte?

È così che talora si crede ciò che non è, e si riesce poi a persuadersene in modo, che rende in seguito difficilissimo il convincersi di avere errato.

Il conte di San Giorgio, pensando che quella vecchia non potrebbe ormai essergli utile a nulla, la congedò dopo aver dato anche a lei del danaro.

Dal suo contegno e da quello del sagrestano il cavaliere aveva compresa la maraviglia cagionata in entrambi dalla sua singolare condotta. Ma che gl'importava di loro? Già nessuno sapeva chi fosse.

—Vostra eccellenza comanda ancora qualche cosa da me? gli chiese il sagrestano.

—No, no, rispose il conte, che si allontanò frettolosamente.

Ah, pensava, a che ci condurrà il progetto della duchessa? A nulla; comincio a crederlo. E sarà per nulla che io la lasciai; che mi privai dell'unica felicità, che mi può dare la vita!… Vederla talora, parlarle qualche volta… Perchè io non iscoprirò nulla nemmeno a Venezia: me lo dicono i miei presentimenti… Oh quella donna è davvero della nostra famiglia!… Gabriella! non m'inganno… dove mai si troverà dessa?… Se potessi saperlo; indovinare ove dimora!…

Queste idee stancavano l'immaginazione del conte.

Forse, diceva tra sè, è in questi dintorni, in qualche campagna isolata, che ella si nasconde!

Ma è dunque sola?… Perchè?… Se mi provassi a cercarla nelle adiacenze!…