Pesaro, in cui era giunto con tante speranza, e che per tanto tempo aveva desiderata!

Quante noje! Ma il pensiero di donna Livia lo sorreggeva. Sì, il duca aveva avuto ragione nel trovare che suo cugino amava quella donna con idolatria, non meno di quanto l'amava egli stesso!

Se avesse veduto quante pene il conte si prendeva per obbedirla, ne avrebbe riso; ma detto anche fra sè che l'amore del cavaliere era, se non più appassionato, assai più devoto del suo!

Il conte di San Giorgio era già a cavallo, nella corte della locanda; stava per escirne, quando vide il sagrestano, che si avvicinava correndo.

Chiedeva di lui?

Sì.

—Eccellenza, gli disse, mi è venuto un pensiero dopo averla lasciata; sono andato a chieder notizia di quella dama ad una sua vicina.

—Ebbene?

—La signora Gabriella, dopo una breve assenza, ritornò a prendere le sue robe, e quella vicina udì dal carrettiere che si recava a Rimini.

Ah! pensò il conte, io vi sarò stassera.