—Sarà stata lei! mormorò a voce bassissima, ed il suo volto si contrasse.

—Che avete? le domandò il forestiero.

La giovano donna si alzò; poi dopo un istante si lasciò cadere di nuovo sulla sua sedia; le lagrime la soffocavano.

—Se il parlare deve riuscirvi troppo doloroso, ebbene tacete; esclamò il giovane, che all'accento si riconosceva facilmente per veneziano.

—No, no; voglio dirvi tutto, giustificarmi; vedrete che non sono indegna dell'interesse che mi dimostrate.

—Vi ascolto.

E prendendo una sedia, Marco Sabbia, tale era il nome di quel giovane, ricco armatore veneziano, si assise vicino a Gabriella.

—Sì, voi mi compatirete, cominciò ella; siete calmo e riflessivo; l'idea soltanto che mio fratello non poteva occuparsi di me vi spinse ad offrirmi la vostra mano una volta…. E tutto posso dirvi….

Egli la interruppe:

—No, Gabriella, io vi voleva bene; siete la sola donna, che avrei sposata; vi amava senza esaltazione. ma molto: e quando vi perdetti, rimasi profondamente rattristato…. Tanto che mi recai in Levante, viaggiai continuamente, quantunque avessi potuto vivere tranquillo a Venezia con ogni agio: ma la mia città natale mi era divenuta insopportabile, mi vi fermava soltanto il tempo necessario a ricevere nuovi incarichi dalla signoria, che tante volte mi aveva già spedito come mio padre in Dalmazia, in Morea, in Asia.