—E che diceste allorquando io sparii?
—Mi fu detto che eravate fuggita con un giovane; pensai fosse il vostro amante; mi pareva strano, il confesso, ma dovetti persuadermene…. Faccia Dio, mi dissi, che mai ella si penta dell'error suo!
—Ah! mormorò Gabriella: voi avete creduto ciò di me. No, mai avrei commesso una tal colpa, affrontata la collera divina!
—Infatti, voi sì pia, sì religiosa: ma dunque raccontatemi tutto.
—Marco, voi credeste la mia partenza una fuga, invece fu un rapimento.
—Come? Che dite? Chi fu il vile? Come mai potè effettuare?…
Proseguite.
—Negli ultimi giorni, che passai in casa della signora Lorini vostra zia, a cui mio padre mi aveva affidata, io vedeva, ogniqualvolta andava alla finestra, un uomo guardarmi fissamente, ed in modo che quasi mi spaventava. Credetti però non dovermene dar gran pensiero; per questo non ne dissi nulla alla signora Lorini. Voi eravate assente. Ah! credeste che io non fossi soddisfatta della sorte che mi promettevate, che mi attendeva…. ed invece la guardavo con fiducia… Oh, non fui io che volli cangiarla…. Una sera, mentre stavo discorrendo colla signora Lorini, si venne ad avvertir questa che una sua amica, le se ne disse il nome, stava per morire, e che chiedeva istantemente di vederla. Senza riflettere molto ella entrò nella gondola, che attendeva ai piedi della nostra casa, e che dicevano mandata dai parenti della inferma. Così io rimasi sola. Andai alla finestra, e stavo guardando allontanarsi la signora Lorini, quando ad un tratto mi sentii afferrare per un braccio. Mi rivolsi; al lume della lampada, che ardeva nella camera, riconobbi l'uomo che mi trascinava… Era lui!… quello, che da qualche giorno vedevo sempre dalla finestra. Feci per parlare, ma egli me lo impedì:—Gabriella, mi disse, non vi spaventate, siete con un uomo che vi adora; seguitemi… Ed intanto mi trascinava per le scale…. Stordita per la sorpresa, e per lo spavento, io non feci resistenza come lo avrei potuto del resto? Le forze mi abbandonavano, volevo gridare, chiamar soccorso, ma la mia voce moriva nella strozza. D'altronde e' continuava a minacciarmi; poi tutto fu l'affare di pochi istanti…. Giunti ai piedi della piccola scala, che voi conoscete, egli mi depose in una gondola; prima di allontanarsi, io lo vidi parlare ad una persona, che stava in un'altra gondola. La luna illuminava le lagune; uno de' suoi raggi cadde sul volto di quella persona, nell'atto che metteva fra le mani di colui che mi rapiva qualche cosa, che non distinsi; quantunque più morta che viva, ed incapace di muovermi, io concentrai tutto quanto potevo avere di forza visiva, di attenzione, sul volto della persona, che parlava col mio rapitore… Era una donna…. una donna giovine e bellissima.
Marco rabbrividì.
—Quale interesse, continuò Gabriella, poteva spingerla a prender parte a quel rapimento? ah non lo so ancora, quantunque….
Ella parve fare a sè stessa una domanda penosa; i singhiozzi, che avevano sempre interrotta la sua voce, cessarono un istante, la collera, l'odio quasi si dipinsero sulla sua fisonomia, abitualmente dolce.