—Che io sarò, se il volete, il padre dei vostri figli. Se avessi provato per voi una di quelle vive passioni che sconvolgono la fantasia, non potrei forse parlarvi in tal modo: avrei orribilmente sofferto nell'udire che amaste un altro; ma io che non ho la mente offuscata dalla gelosia, posso sopportare tale idea…. Comprendo lo stato, in cui vi trovaste, e vi compatisco… Accettate la mia offerta, e potrete essere ancora, se non felice, amata e tranquilla.

Gabriella rimase immobile: sembrava che la voce non potesse escire dalle sue labbra. Finalmente, dopo un forte accesso di tosse:

—Marco, mormorò, io non posso, non devo accettare.

—Perchè?

—Perchè non sono più quella che fui. Voi vi pentireste della vostra generosità; guardatemi!… Io non ho ancora venticinque anni, eppure il mio cuore non sa più schiudersi alla speranza…. D'altronde….

—Ebbene?

—Poco forse mi rimane di vita…. una malattia sottile mi distrugge…. I medici, che ho consultati, me lo lasciarono travedere….

Il veneziano la guardò con terrore; sin dal primo momento l'eccessiva pallidezza di lei lo aveva colpito.

—Perchè temer ciò? le disse. Siete pallida, sfinita. ma foste sempre delicata…. Una nuova esistenza, la pace soprattutto potranno facilmente, lo spero, rendervi la salute….

—Oh quanto siete buono! Come potei atterrirmi in vedervi?… Temere di essere disprezzata da voi?… Oh ma voglio terminare di narrarvi i miei casi….