—Vi commovete troppo; ciò vi affaticherà.
—No, no; lo desidero…. È tanto tempo che non parlo ad un amico….
Mai confidai ad alcuno le mie pene….
—Come credete, Gabriella.
—Mio marito si chiamava Ferdinando Alboni; era di Perugia. Comperò una casa ed un podere fra gli Apennini, in un luogo deserto, quasi nascosto; pareva volesse celarsi…. Là diedi alla luce i miei figli…. Io ero diventata una specie di automa…. La mia testa si era indebolita assai, assai…. Fu effetto dei narcotici presi?… Lo pensai tante volte….
Marco fremette.
—E talora, continuò ella, anche adesso io ho degli istanti, in cui mi sembra smarrire la memoria di ogni cosa…. Per più di due anni vissi in quel modo: mi angosciava talvolta il non saper nulla di Federico, il quale era assente quando avevo lasciata Venezia, il non saper nulla di voi, della signora Lorini…. Che era avvenuto di tutti?… Ahimè! non me lo chiedevo lungamente!… Accasciata sotto il peso della fatalità io non ardivo sperare più nulla…. non sapevo quasi avere una volontà…. mi lasciavo condurre da mio marito…. gli obbedivo senza rendermene ragione…. Eppure, a misura che io mi era fatta più dolce, egli era divenuto più imperioso…. Per lui ero un oggetto di sua proprietà esclusiva, non molto di più; ed io ne ero quasi persuasa….
Gabriella si arrestò un istante, indi:
—Mio marito mi aveva sempre amata materialmente; la mia poca energia, la mia obbedienza passiva, il non saper oppormi, nemmeno quando lo avrei dovuto, volse quel materialismo in brutalità… Marco, voi mi guardate sorpreso: voi temete che io soffra nel dirvi così…. No; certe pene io non le provo più….
Il veneziano si scosse.
—Cielo! pensò, dunque è vero che amare in tal modo, con tale sofferenza, possa condurre all'abbiezione?