—La moglie di mio fratello mi ripetè le offerte di lui, ma esse non facevano che spaventarmi: nel sorriso di lei continuo ed insinuante io leggevo la menzogna; ne' suoi begli occhi orribili minacce. Indi: Venite meco, mi disse, prendendomi per la mano; vi riposerete e vi ristorerete. Sì, sì, andate, interruppe Federico, io non vi pensava.—Che doveva fare? Dire a mio fratello tutto?… Ero sì confusa…. non avrei potuto parlare…. La seguii macchinalmente, benchè a stento; quando fui sola con lei, mi fece sedere, quindi ella pure sedette in faccia a me. La guardai un poco spaventata; poi torsi gli occhi; non sapevo che dire, che pensare…. Chi ci avesse vedute in quell'istante avrebbe creduta me colpevole verso di lei; poichè io sola mi mostravo confusa…. Non potevo dubitare dei miei occhi; l'avevo perfettamente riconosciuta: eppure fui quasi per chiedermi se non mi fossi ingannata; tal era la sua franchezza, la sicurezza che mostrava ed ostentava in faccia mia…. Certamente, od almeno lo pensai, ella mi condusse seco, onde vedere se le riuscisse possibile il farmi credere che io mi ero ingannata….. persuadermi che per la prima volta ci vedevamo…. Lo compresi dalle parole seguenti: Sono lieta, mi disse, dell'avermi mio marito fatto sperare che dimorerete con noi per qualche tempo almeno. Pronunciò questa frase lentissimamente, esaminandomi, onde giudicare dell'impressione cagionata in me. Ella sorrideva intanto, e nel suo esame sembrava mettere una certa sbadataggine…. Immaginate, Marco, come io dovevo sentirmi.

—Che faceste? dissimulaste?

—No; benchè un istante ne avessi avuta l'idea, ma nol potei, chè le lagrime mi soffocavano…. Dimorare con voi! signora, mormorai, quella che….—Che volete dire? non vi comprendo. In quell'istante io vidi come in un sogno la mia vita dal giorno, in cui avevo per la prima volta veduta quella donna, la sposa di Federico… Pensai quanto diversa, quanto tranquilla sarebbe stata la mia esistenza senza di lei!… Pensai agli avvilimenti sofferti senza poter lagnarmi; alla mia salute distrutta; provai un senso di dolore, che mi esasperò…. Ed alzandomi: Ditemi almeno il perchè, le chiesi convulsamente, mi avete fatta rapire…. Ella impallidì; si alzò alla sua volta: Voi mi scambiate con un'altra, mi disse. Io non sono molto fina, ma non le credetti però. Non abbisognava un'osservatrice profonda per notare in quell'istante sul volto di lei una passaggiera, ma indicibile espressione di terrore. Anche i cattivi non sanno sempre dissimulare colla stessa perfezione. Vi sono dei momenti, in cui Dio permette che si tradiscano loro malgrado. Vedendo che io non volevo crederle, che non le riusciva ingannarmi, prese ad un tratto altra via…. Si avvicinò a me, e stringendomi un braccio: Gabriella, mormorò con voce concitata, contate voi parlare a mio marito dei vostri sospetti?—I suoi occhi lanciavano fiamme: erano sì minacciosi, che non osai rispondere.—Voi nol farete, riprese ella collo stesso tuono, altrimenti…. Io feci uno sforzo e rialzai il capo…. altrimenti, continuò, voi avete dei bambini, Gabriella, gli amate?—Signora, perchè tale domanda? mormorai atterrita.—Se gli amate, vi premerà conservarli!—E si arrestò, guardandomi fissamente. Un brivido mi corse per le membra. Che mio marito non sappia mai, proseguì ella, mai!…. Che mai una parola mi accusi dinanzi a lui…. Mi avrete compresa…. Giuratemi di non dirgli nulla.—Spaventata, pensando ai miei poveri figli, io non seppi resistere.—Ve lo giuro, balbettai.—E non potendo più a lungo trovarmi sola con quella donna, corsi all'uscio più vicino, e mi precipitai fuori della stanza.—In un batter d'occhio ella mi raggiunse. Calmatevi, mi sussurrò all'orecchio; la vostra agitazione è pericolosa. Soggiogata, obbedii. Obbedire alla forza per me era un'abitudine.

—Povera Gabriella!

—Ah Marco! voi solo non mi atterrite. Come potei mai temere di voi?

E dopo avergli gettato uno sguardo, in cui si dipingeva tutta la sua gratitudine, la giovane donna continuò:

—Passai tutta la giornata presso Federico; sua moglie non mi lasciò un istante. Rimarrete dunque con noi un poco? mi disse mio fratello. Io non potevo rispondere. Ella vuol ritornare domani a Pesaro, interruppe sua moglie. Pronunciando queste parole, mi guardò; compresi ciò che ella voleva e non esitai.—Sì, dissi, voglio ritornare a Pesaro. Federico meravigliato di quel rapido cangiamento, me ne chiese il motivo.—Sono abituata a viver sola, risposi; mi dispiace cangiare: ho riflettuto che la mia salute ha proprio bisogno di una vita monotona; poi forse quest'aria mi farebbe male.—Mentiva; ma come non avrei mentito?—Federico si mostrò dolente, ma non insistè. Verrò io presto a trovarvi a Pesaro, mi disse. Credetti veder sua moglie spaventarsi; ma così non fu. Mio fratello parve persuaso delle mie ragioni, che il mio aspetto delicato e triste giustificava.—Mandò a prendere i miei bambini alla locanda, perchè voleva conoscerli, vederli. Fece loro molte carezze; sua moglie pure gli abbracciò…. Oh mio Dio! que' suoi baci mi fecero rabbrividire…. Ella che aveva detto…. Così passò quel giorno. La sera, dopo cena, abbracciai Federico, che volle accompagnarmi alla locanda: sua moglie con una gentile insistenza chiese seguirci, e venne con noi…. Così terminò la mia visita a Federico. Ero andata da lui, sperando averne qualche consolazione; sperando che la sua vista mi facesse dimenticare alquanto le circostanze orribili, in cui mi ero trovata…. Ed invece! fu là che i miei ricordi penosi dovevano maggiormente risvegliarsi; che dovevo provare terribili scosse…. E Federico?…. Ma come mai aveva amata quella donna? Come mai l'aveva sposata?…. Chi è dessa?…. Io nulla potei chiedergli, poichè, se anche mi avesse lasciata poi sola con lui, non lo avrei osato….

Marco era pensieroso: pareva non potesse decidersi a parlare.

—E così, lasciaste Pesaro allora? domandò, come per dir qualche cosa.

—Sì; mi recai qui a Rimini, perchè ella non sapesse ove io fossi: non per me, che di me poco preme, ma i miei figli…. Ah Marco! che sarà di loro?