Quell'imbarazzo strinse il cuore al cavaliere per diverse ragioni.
«Proverrà, si chiese, perchè mi trova indiscreto, o perchè ha paura che io le domandi di più?… Ohimè! pensò poi, se questa donna fu moglie a qualche tristo soggetto, come mai ottenere dal duca che la riconosca? Ed anche, come mai dargli torto in tal caso?»
Il conte di San Giorgio non era altiero della nascita, come se ne mostrava don Francesco; ma non era neanche un democratico. In quel tempo, con pregiudizii sì radicati nella nobiltà, ciò sarebbe stato impossibile.
«Basta, dicevasi, io attenderò a rivelare a lei ed a suo fratello il vero; se anch'egli ignora ogni cosa, mi sarà sempre facile il retrocedere…. Non vorrei poi introdurre nella nostra famiglia persone che….. Ah donna Livia non previde, come non previdi io stesso, che vi potessero essere circostanze da farci adottare il partito del duca…. Eppure non sarebbe grave ingiustizia questa?… Ohimè! se il padre di don Francesco avesse riparato in tempo, nulla forse di quanto temo sarebbe avvenuto…. Ma no, non devo scoraggiarmi; io, che tanto pazientai, che tanto sospirai per trovar questa donna!…»
Quella donna, Gabriella, ispirava al conte sentimenti diversi. La sua rassomiglianza colla madre di lui, con donna Rosalia, le sue sofferenze fisiche che apparivano evidenti, le morali, che egli sospettava, lo spingevano verso di lei; lo spronavano ad interessarsi con ardore per essa; ed il suo contegno, i suoi modi, le parole a diffidarne.
Ella non mostrava avvedersi che da qualche istante, il cavaliere taceva. Era rimasta immobile, cogli occhi bassi, confusa, tremante….
«Null'altro saprò da lei, pensò il conte. È di suo fratello che devo cercare; agirò verso lui con maggior precauzione; poichè, se era già un giovane quando suo padre morì, potrebbe sapere…. Ah voglia il cielo che ei possa accertarmi della verità, e sopratutto dissipare i miei sospetti…. Chi sa poi anche che in questa giovane donna null'altra colpa siavi, tranne qualche sventurato amore?… Suo fratello me lo dirà…. Sì, sì….»
E si alzò.
—Partite, signor cavaliere?—chiese Gabriella alzandosi parimenti, e coll'aria di chi esce da un sogno.
—Sì, o signora; oggi stesso partirò per Venezia; mi recherò in traccia di vostro fratello.