—Dal sapere che io per una combinazione ero al fatto de' suoi casi, e che potevo benissimo, ove lo avessi voluto, smentire la storia, ch'ella vi aveva narrata.

—Dunque Gabriella?

—Era fuggita di sua volontà, perchè innamorata probabilmente. E ciò che per tanto tempo credeste di lei, era vero pur troppo….

—Sarebbe possibile? Avrebbe mentito a tal segno? Ma siete ben certa di non errare?… Alle volte avvengono degli equivoci…. sì sovente succede di ingannarsi….

Camilla lo esaminò con inquietudine, come se avesse voluto scrutare ogni suo sentimento…. Per un istante rimase perplessa, ma fu un istante, e non di più.

—Non mi sono ingannata, rispose poi con accento convinto…. Credete voi che io potrei affliggervi, se non fossi certa d'esser nel vero?…. Voi, che tanto amo…

Queste ultime parole erano sincere; Federico lo sapeva; così credette anche le prime. Pure formavano con esse, uno strano miscuglio di verità e di menzogna.

Ei non rispose, ma parve commosso.

—Ahimè! proseguì Camilla, mi pento, sì, di non avervi tosto narrato tutto…. Ma gli è che speravo poter tacervelo sempre…. Ora però vi narrerò ogni cosa….. Sapete che io, prima di conoscervi, ero stata a Venezia una sola volta con quella parente di mio padre, presso cui dimoravo in Dalmazia. Fu nel 1569…. Un giovane, quello che fuggì con vostra sorella, veniva in casa di quella mia parente, le era stato raccomandato da un vecchio amico…

—Ebbene?