—Colui narrava di essere innamorato di una fanciulla di Venezia, nobile, ma senza fortuna, che era affidata ad una signora alquanto severa. La mia parente credeva dovergli dare qualche consiglio; ma io prestava poca attenzione a quanto dicevano…. Avevamo per abitudine di andar sovente la sera in gondola a fare una passeggiata sulla laguna. Era il nostro unico divertimento, perchè a Venezia non conoscevamo alcuno. Ora una volta, durante una di queste passeggiate, notammo dinanzi ad una casa una gondola ferma. Nello stesso momento Ferdinando Alboni, il marito di vostra sorella, ne discese, entrò nella casa…. La mia parente ordinò al nostro gondoliere di fermarsi:—Voglio osservare, mi disse, che cosa fa colui.
—Ebbene?
—Poco dopo egli ritornò; non era più solo…. una donna lo accompagnava. Era vostra sorella…. vostra sorella, che vi narrò essere stata rapita a forza, e che lo seguiva invece leggermente, senza esservi per nulla costretta, colle più grandi precauzioni….
—Tanta falsità!
—Lasciatemi proseguire. La mia vecchia parente, che per verità era troppo curiosa forse, fece avanzare la nostra gondola, voleva consigliare quegli amanti a non fuggire in tal modo; e quando fummo loro vicini, tanto vicini, che ella potè prendere per una mano Ferdinando Alboni:—Che cosa fate? gli disse…. Voi fuggite con una fanciulla, la vostra innamorata senza dubbio. Riflettete meglio…. Fermatevi…. Sapete che vi parlo anche a nome del nostro vecchio amico, e… Egli rimase un istante attonito; ma la sua compagna, spaventata forse da quell'incidente, si alzò un poco, indi:—La signora Lorini potrebbe ritornare, fate presto, è vero! esclamò egli; e, lasciando precipitosamente la mia parente, sedette vicino a Gabriella. Un momento dopo la gondola, in cui stavano, si allontanava colla maggior velocità possibile…. Mi sembra esser crudele narrandovi questo di vostra sorella, che eravate sì contento di credere innocente, ma non potevo soffrire ch'ella si prendesse ancor giuoco di voi…. Poi altre ragioni più gravi mi costrinsero finalmente a parlare.
L'ufficiale non la interrompeva; era agitato: tratto tratto una vampa di rossore saliva alla sua fronte, come dei flutti di sangue gettativi dallo sdegno.
—La luna, bellissima quella notte, proseguì Camilla, mi permise distinguere i tratti di vostra sorella, che del resto avevo già veduta benissimo al lume di una lanterna, ch'ella stessa teneva in mano al sortire della porta di casa…. Anch'ella certamente mi aveva rimarcata, perchè a Bologna mi riconobbe all'istante.
—Faceste male a tacer sin qui.
—Lo so; ma lasciate che io continui. Vi rammentate che condussi
Gabriella nella mia stanza?
—Sì, sì.