—Ah lo conoscete? esclamò con gioja.
—Perfettamente, cavaliere, ve lo ripeto, rispose l'altro; chi è fra noi che non lo conobbe? Era l'anima delle nostre riunioni; più di una bella dama veneziana lo rimpiange ancora, e vi direbbe che assai si duole di non veder più nelle parate e nelle feste Federico di Chiarofonte.
—Come lasciò Venezia? domandò il conte; e dove si trova?
L'interrogato scosse il capo, indi:
—Dove si trova vel dirò, cavaliere; ma quanto al perchè abbia lasciato Venezia ed il servizio della repubblica, non ho mai potuto spiegarmelo. Tutti gli volevano bene; era, come vi dissi, ricercatissimo ovunque. Dopo la battaglia di Lepanto, dove si è assai distinto e dove era rimasto ferito, egli rinunciò al suo grado, ed appena rimesso in salute, partì da Venezia colla sua sposa, che lo aveva appunto avuto in casa ferito.
—Ah, egli è ammogliato?
—Sì; sua moglie è una bellissima donna, che vidi di rado in Venezia; la credo forestiera e molto ricca.
«Perchè mai, pensò il conte, sua sorella non me lo disse?»
E volgendosi nuovamente al guerriero della repubblica:
—Ma dunque non è più militare?