—Ah! interruppe il giovane con accento, da cui traspariva una sorpresa poco aggradevole. Vedeste mia sorella?
—Sì; grazie a lei soltanto potei giungere sino a voi. Fu una combinazione fortunata; senza la gran somiglianza della signora Gabriella con vostro padre, mai vi sarei riescito forse.
Federico fece un movimento di sorpresa, Camilla trattenne il respiro.
—Come? È di mio padre che avete a parlarmi? chiese l'ufficiale.
—Sì; e vi dirò tutto senza indugio. I pochi dettagli fornitimi da vostra sorella m'inducono a credere che il vostro genitore sia stato un cavaliere, scacciato giovanissimo dalla casa paterna per aver contratto nozze ineguali.
Federico rimase attonito. La sorpresa lo rendeva muto. Non così di
Camilla; era agitata, ma sembrava comprendere benissimo.
—E voi che potete dirmi? proseguì il conte.
—Nulla, cavaliere; io non avrei mai sospettato… Mio padre mi fece credere sempre ch'egli era rimasto orfano presto, e che i suoi genitori, nobili del Vicentino, non avevano più alcun parente.
—Ohimè! Allora voi non potete fornirmi prova alcuna. Nulla sapete più di vostra sorella, alla quale abbadai poco perchè mi sembrò un po' alterata di mente, forse a motivo della sua cattiva salute… Ella mi parlò assai confusamente e pochissimo di voi; non mi disse nemmeno che aveste moglie.
Camilla respirò. Intanto il conte proseguiva.