L'aspettazione non fu lunga; eppure essa parve eterna.
Dopo qualche momento Camilla rientrò. Portava tra le mani una cassetta d'ebano intarsiata d'argento, chiusa con una piccola chiave d'oro.
La fisonomia della dalmatina era animata; i suoi occhi brillavano di strano splendore.
Oh, pensava, Gabriella non mi arresterà!
Il conte e Federico la guardavano stupiti, come si può guardare una fata.
—Che contiene quella cassetta? chiese l'ufficiale.
—Lasciate che prima di dirvelo, prima d'aprirla innanzi a voi mi spieghi. Pazientate un istante, signor cavaliere, e voi pure, Federico; ascoltatemi.
Il suo bel volto era sì grave, tanta convinzione eravi ne' suoi sguardi, la sua voce era sì persuasiva, che quei due uomini ne furono colpiti; si sentirono tratti ad udirla, senza osare domandar di più.
—Parlate dunque, signora, disse il cavaliere di Malta.
—Sì, parlate, ripetè l'ufficiale.