—Lasciate che io continui, signor cavaliere, è necessario per qualche momento ancora.
—Affrettatevi, disse l'ufficiale con qualche vivacità e con sdegno.
—Mio padre proseguì;—la signora di Chiarofonte mi aveva incaricato di consegnare una cassetta, quella che vedesti, e che contiene tutte le prove di quanto ella asseriva, a suo figlio Federico, guerriero della repubblica Veneta…
Non potè più continuare; morì la notte istessa…. Dopo i primi giorni di lutto, pensai al segreto rivelatomi; mi chiesi ciò che doveva fare, esaminai la cassetta, che trovai nella stanza di mio padre. Tra le carte, che provano in modo incontestabile la vostra origine, Federico, trovai una memoria scritta dal vostro genitore, che vedrete, e nella quale ei mostra desiderio che i suoi figli nulla sappiano, a meno che la famiglia stessa faccia cercare di loro. In tal caso vi ordina di accettare. Questa memoria è una specie di testamento, nella quale dice anche che il nome di Chiarofonte lo assunse da una terra comperata nel Vicentino.
E senza prender fiato, come se temesse che la interrompessero.
—Io, disse volgendosi a Federico, pensai tosto a mettermi in traccia di voi. Partii per Venezia, dove avevo passato qualche mese con una mia parente, e dove contavo stabilirmi. Là seppi che eravate alla guerra contro i Turchi; il 6 ottobre avvenne la battaglia di Lepanto: dai primi guerrieri, che giunsero di là, mi informai di voi; mi si disse che eravate rimasto ferito, ma che presto forse giungereste a Venezia.
Vi giungeste di lì a non molto, ferito infatti; vi feci trasportare in mia casa, perchè non volevo tardare a consegnarvi le vostre carte….
Ma intanto vi amai, e voi sapete quanto… Ah non ebbi il coraggio di agitarvi inutilmente! Feci quanto desiderava vostro padre; lo feci senza scrupolo, poichè egli nella sua memoria, il vedrete, dice che nulla spera; perchè era stato costretto dal duca a firmare una rinunzia assoluta al suo nome ed alle sue sostanze….
Spero, Federico, non mi condannerete dunque se tacqui sin qui.
L'ufficiale non rispose, rifletteva; era colpito dalla importanza di quella rivelazione.