Il povero conte si arrestò ancora… indi:

—Egli non sa dunque ch'io sia venuto a cercarvi; ed io desidero lo ignori sempre….

—Non vorrei che i miei reclami sollevassero contrarietà, interruppe l'ufficiale.

—Oh non temete; il duca sa benissimo che da un momento all'altro potete reclamare; è il vostro diritto; vi consiglio a farlo valere. Abbastanza foste spogliati, abbastanza soffriste della severità eccessiva, colla quale si trattò vostro padre, che gioirà nel suo sepolcro; egli che tanto desiderò veder placata la famiglia…. Io vi parlai con franchezza, ma del resto sono certo che tutto procederà quietamente e benissimo…. Anzi dirò di più; è per miei particolari motivi che desidero non si parli di me al duca.

—Non temete; ve ne do la mia parola, esclamò Federico.

—Voi pure, Signora?

Camilla s'inchinò in segno d'assenso con molta nobiltà.

—Voi, continuò il conte, reclamerete appena saremo in Sicilia.

—È là che dimora la famiglia di mio padre?

—Sì, a Catania. Bisogna affrettare le cose; quando potrete voi seguirmi?