Ma ella non poteva molto riflettere; ogni sua forza di spirito si ora esaurita sin da quando il conte di San Giorgio era venuto a porla sossopra…. Ed anche di quel cavaliere, dei segreti, dei parenti, ai quali egli aveva accennato, parlerebbe Camilla?…
Gabriella, dopo qualche istante d'angoscioso silenzio, non potè far altro che dire alla dalmatina:
—Continuate.
Ed ella continuò.
—Sì, disse; voi, mia cara, mi compatireste….
Ah! Ella non immaginava la visita di Marco a Gabriella, e ch'ei le avesse rivelato ciò che tanto ella temeva. Eppure il genio del male che la favoriva aveva voluto che quella visita, che quella rivelazione servissero a persuadere la giovane vedova.
—Ma ora, proseguiva Camilla, devo dirvi quanto sono pentita delle minacce che vi feci in Bologna.
Gabriella fremette.
—Ohimè! che cosa avrete voi pensato della sposa di Federico, del fratel vostro?
Nessuno mentiva meglio di quella donna; possedeva tutte le doti che illudono, che ingannano, e sapeva piegarsi a tutto. Ella, orgogliosa per natura, soffocava quando era d'uopo l'orgoglio, e per scusarsi innanzi a sè medesima, che talvolta ne sentiva il bisogno, dicevasi che ben altri avrebbero agito come lei, se si fossero trovati nella posizione sua. Le circostanze, ripetevasi, l'avevano trascinata! Quanti non adducono a giustificazione tale scusa!