Poi credette veramente che, non promettendo il silenzio, ella toglierebbe quell'anima a Dio, rabbrividì a tale pensiero; ella, che, dinanzi agli altari, con una fede pura, quasi fanatica aveva sempre bisogno di pregare!
Povera Gabriella! Più che per le agitazioni, i perigli del mondo, l'amore, era nata per la vita contemplativa…. All'oscuro di tutte le passioni, non sarebbe stata tranquilla, felice forse?
E per obbedire a Dio, che ordina perdonare ai nemici, ella, benchè confusa:
—Vi perdono, mormorò, e giuro il silenzio che mi chiedete.
Camilla respirò; il suo piano riesciva.
—Grazie, disse stringendo le mani della cognata, grazie.
Gabriella non rispose allora; che avrebbe potuto dire! Aveva provata una sì violenta emozione, che la sua testa si spezzava. Si chiese un istante se dovesse parlare di Marco a Camilla, ma la paura la consigliò a non farlo. Era diffidente, senza essere avveduta.
—Potrete voi guardarmi in avvenire senza timore? domandò Camilla.
—Vi ho perdonato, signora; Dio m'impone di farlo intieramente.
La dalmatina, benchè sì malvagia, fu scossa da quelle semplici parole. Ma tali emozioni in lei erano sempre passaggiere. Una sola meta le stava innanzi: per ottenerla era decisa ad altri delitti; dunque, come poteva arrestarsi per così poco?