Le si avvicinò appena Federico l'ebbe abbracciata, la guardò con dolcezza e le baciò la mano dicendole:
—Vedete, signora, che non vi esortai invano a sperare…. Siete mia cugina.
Ella arrossì molto, rammentandosi in qual modo lo aveva ricevuto.
Tentò sorridere, e rispose a quei cordiali saluti il meglio che seppe.
—Ella verrà con noi, disse Camilla.
Gabriella non poteva più ritirarsi. D'altronde il conte e l'ufficiale la ponevano in soggezione.
Federico volle vedere i bambini, che vennero trovati vezzosi ed accarezzati da tutti.
Dopo qualche tempo, l'ufficiale si volse alla sorella, dicendole:
—Ora vi lasceremo; dobbiamo partire domani, avrete appena il tempo di prepararvi.
—Verremo a prendervi noi di buon'ora, disse il conte alzandosi.
E, dopo qualche altro saluto, Gabriella rimase sola. Era confusa, sbalordita, ma l'affezione dimostratale da Federico, la gentilezza del conte la confortavano.