La prima cosa che fece fu di porsi a scrivere un biglietto: era per Marco. Gli annunziava soltanto che partiva per la Sicilia col fratello.

Consegnò il biglietto alla sua domestica, dicendole:

—Se viene qui un signore, chiamato Marco Sabbia a chiedere di me, glielo rimetterai.

Combinò ogni cosa colla fidata servente, le raccomandò i bambini, dopo di che fu più tranquilla.

Il mattino seguente il conte con Antonio venne a prenderla. Federico e
Camilla attendevano nel porto.

Al momento d'imbarcarsi, un giovane cappuccino si avvicinò al conte di San Giorgio, il quale lo salutò cordialmente. Era il padre Leone, che sorrise vedendo Gabriella fra i compagni del cavaliere.

—Questo giovane frate, disse il conte, appena il cappuccino si fu allontanato, notò a caso la rassomiglianxa di Gabriella, che aveva veduta molte volte in chiesa, col ritratto di mia madre; è grazie a lui che vi ho ritrovati.

—Infatti l'ho riconosciuto, interruppe la giovane; predicava a
Pesaro; si chiama il padre Leone, ed è del convento di Chieti.

Camilla ascoltava con una certa trepidazione, ma non profferì parola.

Era timore che quel frate conoscesse i segreti di Gabriella?