E sì che il contegno di donna Maria poteva bastar solo a farle indovinare il vero.

La leggiadra bionda sembrava non darsi pensiero d'alcuno; si tratteneva a lungo sola; era sempre sorridente; parlava poco col duca, pochissimo con donna Livia, e trattava la sorella colla più completa indifferenza. Mostravasi insomma contenta e calma, come chi sa di trovare in un avvenire vicino sicure gioje, e se ne compiace in anticipazione.

Povera donna Rosalia! il suo cuore, lacerato da mille ferite, indovinava prossimo l'ultimo colpo, lo attendeva, ma senza prepararvisi.

Don Francesco aveva sempre comandato in casa anche prima, perchè suo padre mostrava per lui una deferenza che rasentava la soggezione; ma ora era assoluto padrone; nessuno, nè anche nelle più piccole cose, poteva contrastargli; era sempre accigliato, sempre burbero, ma sempre però invaghito di donna Livia.

Come mai avesse ella potuto cattivarlo tanto era un mistero.

Forse perchè portato per natura a sprezzare i caratteri deboli ed a desiderare soltanto il difficile?

E l'indole ferma di donna Livia, la freddezza istessa contribuivano mai a mantener viva la sua passione per lei?

I cuori orgogliosi hanno degli strani capricci; alle volte sprezzano ciò che facilmente potrebbero avere.

In ogni modo è probabile che, ove al duca fosse toccata una sposa troppo dolce e sommessa, se ne sarebbe presto annoiato.

Ma a che frugare in certi lati reconditi del cuore? Pur troppo si verrebbe a concluderne soltanto che talora la tenerezza soverchia riesce a danno e nulla altro.