Poi era una di quelle persone capaci di sacrificar tutto all'onore perchè hanno bisogno di potersi stimare.
La giovane duchessa era forse un po' troppo seria, un po' troppo inclinata alla tristezza; molti al vederla la giudicavano fredda, fors'anche insensibile; nessuno immaginava quanto invece sentisse vivamente, come s'affliggesse per mille motivi diversi.
Certo ella meritava l'amore del duca, per quanto grande fosse; soltanto una donna come lei poteva cattivar don Francesco, il quale, prima di conoscerla, aveva sempre avuto per le donne la più grande indifferenza, tanto che non aveva potuto decidersi più presto a scegliersi una sposa.
Egli era di un carattere difficilissimo; violento, superbo, dispotico sopratutto; voleva che la duchessa non escisse mai, che non ricevesse alcuno. Ma che importava ciò a donna Livia? In questo si uniformava volontieri ai voleri del duca; ma la diffidenza, da cui comprendeva essere dettati, la offendeva, come la offendeva la sorveglianza continua, di cui si sapeva oggetto.
Al suo castello però ella credeva essere più libera; pensava che il duca si accontentasse, per osservarla, delle lunghe visite, che le faceva sempre quando meno l'aspettava, e ad ore diverse.
Per questo non aveva temuto dare al cavaliere di Malta un abboccamento appena giunta al castello, la sera, in cui gli aveva affidato quella missione, che si conosce.
Dopo la morte del vecchio duca però donna Livia poteva difficilmente recarsi al suo castello. Don Francesco, che prima ve la lasciava volentieri, perchè il palazzo era frequentato da diversi cavalieri amici e parenti, ora che quelle visite, grazie al suo contegno freddo ed altiero, erano divenute rarissime, pretendeva non si dovessero lasciar sole le sorelle in palazzo.
Donna Livia aveva passato dunque tutto il resto del verno a Catania, ove ella non era conosciuta che dagli sventurati pei numerosi suoi benefici, per le sue elemosine intelligenti e segrete.
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Una sera, in sul finir dell'aprile, la duchessa si trovava in giardino colle cognate, quando don Francesco apparve sul principio di un lungo viale.