Nella gran sala terrena, che dava sul giardino, e le cui larghe invetriate erano ancora aperte, il duca vide, appena postovi il piede, la nutrice di suo figlio, che entrava da un'altra parte col bambino.
La buona donna a quell'incontro arrossì per la confusione. Ed infatti il duca co' suoi lunghi baffi, la sua aria imperiosa, il suo sguardo altiero non era un cavaliere da mettere a bell'agio.
La nutrice stava per ritirarsi senza parlare; ma, vedendo ch'egli si era accorto di lei, si trattenne.
—La signora duchessa, disse, mi aveva ordinato di condurle un momento il bambino prima di porlo a dormire.
Ed additava il fanciullo, che teneva fra le braccia avvolto in ricche vesti infantili. Era vezzoso assai; rassomigliava a donna Livia; solo aveva come il duca gli occhi nerissimi.
Don Francesco lo guardò un poco; degnò sorridere e lo accarezzò, vedendo ch'ei mostrava di riconoscerlo.
—Coricatelo, disse quindi alla donna; la duchessa per ora non verrà qui.
La nutrice obbedì tosto; certo non desiderava prolungarsi l'onore di quella conversazione.
Il duca entrò in un'altra sala, dicendosi: anche questo fanciullo avrà un giorno forse da pensare a coloro….