Immaginò il principe e donna Maria sposi, felici!… Ah che mai ella avrebbe potuto vederli!… La sua ragione soccombette.

Il sangue le affluì al cervello con tal violenza, che lo sconvolse.

La fredda e dura voce del duca le aveva passato il cuore più di una lama avvelenata.

E si era diretta livida e palpitante verso il lago.

Prima di precipitarvisi, s'inginocchiò sulla riva; con lagrime disperate chiese a Dio di perdonarle.

La sua risoluzione era presa; pochi momenti ancora, ed ella non sarebbe più!

Ed intanto sua sorella si compiaceva pensando alla felicità vicina; e colui, che cagionava si violenta disperazione, fremeva di gioja all'idea che donna Maria sarebbe sua fra poco.

Sventurata!

La duchessa, che l'aveva perduta di vista un momento, respirò nel vederla in ginocchio; credette poter rallentare il passo, e leggierissimamente si accostò alla fanciulla. Si pose dietro un albero, vicino tanto a donna Rosalia, da potere al primo movimento di lei trattenerla…. Benchè fosse persuasa che la giovinetta era decisa a morire, pure volle attendere l'ultimo istante. Chi sa!… poteva al momento fatale indietreggiare…. Ma ella non indietreggiò!…

Con un gemito soffocato fece atto di precipitarsi nel lago. Quell'atto fu sì improvviso che, se la duchessa fosso stata meno pronta del lampo, non avrebbe potuto arrestarla.