L'afferrò con forza per le vesti, e la trasse a sè.
Donna Rosalia si volse spaventata. Chi poteva trattenerla così?…
Riconoscendo donna Livia, diede in un dirotto pianto.
—Voi! mormorò tra i singhiozzi, e con amara ironia verso sè stessa, aggiunse: Oh infatti! niuno fuori che voi poteva interessarsi a me.
—Sì, io, che il cielo scelse per salvarvi.
—Perchè non mi lasciaste morire? Ma non potrete impedirmelo sempre.
E nel suo sguardo smarrito brillò un lampo tale di disperazione, che mise un brivido alla duchessa.
Eppure la morte non poteva spaventare la coraggiosa donna Livia.
Per qualche istante credette inopportuno ogni conforto; chè il voler troncare uno sfogo di dolore talvolta è interromperlo soltanto. Val meglio lasciarlo dileguare da sè.
Ella fissò in donna Rosalia i suoi begli occhi, che sembravano un riflesso del cielo, nel quali, attraverso le lunghe ciglia, pareva brillare un raggio sovrumano: ma non profferì parola.
Ed ebbe ragione; chè pel momento donna Rosalia non l'avrebbe nemmeno udita, sì grande era la sua esasperazione!