—Ah sì ella mi schernirebbe! esclamò; seco lui forse deriderebbe la mia sciocca passione!… Sì, donna Livia, vi comprendo.

La duchessa respirò; aveva condotto quella sventurata ove si era proposta.

—Grazie, donna Livia, che non mi lasciaste morire.

E lacrime soffocate le troncaron la voce.

Soffriva molto, ma era più calma.

Ah! pensò donna Livia, la credevo più dolce, ed invece vi è in lei alcun che della violenza del duca; ma è religiosa assai, e ciò la rattempra.

Dopo qualche istante di silenzio, donna Rosalia si volse alla giovine duchessa.

—Non voglio però mi crediate affatto stolida, cara donna Livia, le disse; se amai il principe, è perchè ei mi fece credere d'essere invaghito di me.

Ed il suo volto, abitualmente pallido, si fece di fuoco.

Ma la notte discendeva, e celava in parte quel rossore.