Donna Livia si alzò; così pure donna Rosalia. Entrambe seguirono il servo, che le precedeva colla lanterna.

Il cielo si era infatti annuvolato d'un tratto, e la pioggia cominciava a cadere.

Le due giovani non se ne erano avvedute. Entrarono anch'esse nella gran sala terrena. Là il servo fu congedato.

—Vado nella mia camera, disse donna Rosalia prendendo un lume: parlate senza indugio a don Francesco, ve ne prego.

Strinse la mano della duchessa ed escì.

Donna Livia rimase un istante pensierosa. La disperazione di donna Rosalia, il suo tentativo d'uccidersi, i suoi detti l'avevano non soltanto vivamente commossa, ma avevano risvegliato benanco nel suo cuore mille ricordi….

Cercò soffocare tale emozione; ella tormentata da tante altre preoccupazioni, ella, che della vita conosceva la triste realtà….

Salì al suo appartamento. Le sue vesti erano umide per la pioggia; le cangiò con un ricco abito da camera. Si soffermò un istante a guardare suo figlio, che dormiva; indi recossi in un gabinetto tappezzato di velluto azzurro, e nel quale si tratteneva quasi sempre quando era in città.

Fu un momento per far chiedere del duca, ma poi pensò che sarebbe venuto egli stesso….

Ed attese….