Il principe si avvicinò quasi tremante alla bella donna Maria, che gli sorrise come sapeva sorridere.
Come l'ama! pensò la duchessa. Indegno! E quella povera ragazza…
Il duca, che certamente non si divertiva molto e voleva affrettarsi, disse che si poteva recarsi tosto nella cappella del palazzo ove tutto era pronto.
E così si fece.
La cerimonia religiosa fu molto lunga.
Al ritorno dalla cappella donna Maria si appoggiava al braccio del giovane principe, che sembrava quasi non poter sopportare l'eccesso della felicità.
Il duca lo guardava sott'occhio un po' ironicamente: egli, che sì bene conosceva donna Maria, non poteva certo essere senza dubbj sull'avvenire del cognato.
Vedendo quegli sposi così sorridenti, pensava alle sue nozze con donna Livia ben diverse da queste; fatte quasi in segreto, sotto gli occhi del marchese del Faro moribondo: nozze tristissime, eppur tanto desiderate da lui.
L'amore per donna Livia era veramente l'unico affetto, ch'egli avesse avuto mai: ma tale affetto era grande davvero! Sembrava che un genio onnipossente lo avesse gettato in quel cuore orgoglioso per mitigarne la durezza.
Gl'invitati erano tutti vecchi, comprese le poche dame, che si tenevano diritte ed impacciate nei loro ricchi abbigliamenti.