Ed ora, per soddisfare ai desiderj di una sventurata fanciulla, doveva fare un passo, che le riesciva oltremodo penoso.

Eppure non era giusto dir qualche cosa al principe di donna Rosalia?

Ma in quel giorno non sembrerebbe una insinuazione contro la giovine sposa, a cui, lo comprendeva, ella era odiosa!… che ella conosceva perfettamente, che non stimava? e della quale perciò appunto le sembrava più indegno di lei tentare, anche con una sola parola, di turbare la felicità?

Era per bontà di cuore ch'ella aveva promesso senza riflettere; e nessuno, donna Livia aveva troppo buon senso per non comprenderlo, nessuno gliela avrebbe creduto.

Ah le abbisognava molta forza d'animo, tutta la sua ragione per mantenersi in una situazione tanto difficile!

Povera duchessa! esitava ancora; forse non si sarebbe mai risolta, ma le sue esitazioni il principe istesso doveva troncarle.

Gli era sembrato durante il pranzo che donna Livia lo guardasse con una insistenza affatto nuova in lei, e siccome egli non era senza rimorsi e senza inquietudini, dacchè aveva inteso che donna Rosalia si faceva religiosa, si era chiesto se mai ella avesse parlato, e se ciò potrebbe nuocergli nello spirito di tutti, di donna Maria istessa.

Sì poco conosceva donna Rosalia, sì poca memoria serbava della impressione da lei fatta sopra di lui, che soltanto per conto proprio se ne preoccupava!

Infine io non le feci promesse, dicevasi; ciò bastava a tranquillare la sua coscienza.

Amava un'altra, l'adorava; era scusa sufficiente dinanzi a sè stesso.