Sapeva che la duchessa aveva per donna Rosalia dell'affezione.
Il principe non conosceva molto a fondo la famiglia Dell'Isola. L'animosità fra le due sorelle, ch'egli aveva accresciuta ma non fatta nascere, in faccia sua non si era mai dimostrata. L'etichetta l'aveva sempre dissimulata a' suoi sguardi. Per questo credeva in buona fede che donna Maria nulla sapesse delle galanterie usate da lui in passato alla sorella minore, e che sapendolo avesse a dolersene. L'amore per lei gli sarebbe una grande scusa, è vero; ma appunto perchè quell'amore era grande, egli la credeva delicata e buona.
La duchessa sola forse, diceva tra sè, sa qualche cosa; vorrei fare in modo ch'ella, tacesse con tutti… col conte di San Giorgio soprattutto, che tanto ama donna Rosalia…. Al suo ritorno da Malta potrebbe…. Basta, proverò ad interrogar donna Livia, e mi regolerò secondo le sue risposte…. Ella è lì sola.
E le si avvicinò senz'altro.
—Vi ringrazio, duchessa, le disse, della, bontà che aveste per noi in questi giorni. Perdonate le noje, che vi cagionammo.
—Non mi dovete ringraziamento alcuno, principe, e godo nel vedervi felice.
Donna Livia non sapeva proprio risolversi, ed il principe, udendo quelle sue parole, pensò che nulla sapesse. Per questo si fece più ardito, e per essere intieramente tranquillo interrogò addirittura:
—E donna Rosalia è tuttora al vostro castello, duchessa?
Attendeva un po' impensierito:
Donna Livia si decise.