—Sì, rispose; vi sembra forse strana la sua assenza?
E fissò in lui quello sguardo profondo, che sembrava aver il dono di leggere nei cuori. Ella era un giudice, cui era difficile non rispondere.
Il principe si turbò; che feci? disse tra sè…. Ella sa tutto; basta, mi scuserò….
—Sì, mormorò un po' esitante.
—E tale assenza getterebbe mai qualche ombra sulla vostra gioja, principe?
—Vi comprendo, duchessa, e desidero giustificarmi. Confesso che la mia condotta verso donna Rosalia fu un po' leggiera, ma non vorrei mi credeste più colpevole che nol sia. Non ho a rimproverarmi che qualche parola irriflessiva. E non feci alcuna promessa;… chè altrimenti, son cavaliere, non avrei ardito mancarvi.
E senza lasciarle tempo di rispondere:
—Pregate donna Rosalia a perdonarmi, aggiunse.
—Ella vi ha già perdonato, principe; e desidera che il sappiate; lo desidera ben vivamente, se mi risolvo dirvelo in questo giorno.
—Ringraziatela per me; e voi, duchessa, compatitemi…. Oh se sapeste quanto amo donna Maria!… Dal dì in cui la vidi, compresi che sino ad allora non avevo amato, che mi ero ingannato sui miei sentimenti per donna Rosalia…. Tutto per me divenne indifferente fuorchè quella, che ora è mia sposa.