—Ecco il solito, faccio, faccio, e non faccio mai nulla….

E tornò a passeggiare.

—Basta, riprese, vedrò chi sono costoro.

—Ma non lo sapete già?

—Non so nulla di positivo. Una di queste lettere è del cognato del mio avo, fratello alla sua seconda moglie, la madre del cavaliere dell'Isola…. Io lo conosco di nome soltanto…. È un frate tenuto in gran conto, superiore d'un convento di cappuccini a Messina. Si chiama don Anselmo dei principi Della Concordia.

Indi con un vivo movimento di rabbia:

—Sono sicurissimo che è stato avvertito da quel maledetto benedettino; tra di essi hanno come una rete costoro…. Guai a colui se mi capitasse tra i piedi, se ritornasse a Catania…. Giurar sulla croce…. rifiutare il mio oro…. fare il santo…. Maledettissimo!…

Quel povero frate non si era ingannato pensando che un giorno il duca lo terrebbe per mancatore.

E lo stratagemma del conte di San Giorgio, l'aver egli impiegato un religioso doveva ingannare don Francesco. La sua congettura era la più naturale.

A donna Livia dolse vedere ingiustamente accusato colui, che ella aveva persuaso a tacere soltanto confidandogli tutto.