Donna Livia provò un'emozione vivissima, angosciosa, indi:
—Sì, disse, è necessario; io devo evitare un duello tra lui ed il duca, a qualunque costo. Il cielo forse lo manda, mentre quel superiore ed il principe sono qui.
E dopo aver detto alla governante di seguirla, escì precipitosamente.
VII.
Come mai il principe degli Alberi accompagnava dal duca lo zio di
Federico?…
Dopo aver udito dal conte di San Giorgio tutto, e pressochè tutto quanto riguardava il cavaliere dell'Isola, ed aver data parola di mantenere il segreto, il frate aveva pensato tosto ad agire.
Era rimasto un po' scandalizzato, per dirla, della condotta tenuta dal defunto cavalier suo nipote. Ma udendo che il padre gli aveva prima di morire perdonato, si era promesso adoperarsi con impegno per gli eredi spogliati.
Con tenerezza gli aveva accolti, perchè erano gli unici parenti, che gli rimanessero.
Non gli sembrava molto difficile persuadere il duca dell'Isola a riconoscerli. Sapeva esser egli un cavaliere alquanto violento ma troppo altiero per rifiutarsi ad una restituzione quando la cosa fosse pubblica.
D'altronde sarebbe stato un delitto, pensava il superiore, opporsi alla volontà dell'avo ed ai comandi del padre moribondo.